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Gaspard Félix Tournachon, detto Nadar

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Gaspard Félix Tournachon, detto Nadar (1820-1910 Parigi) caricaturista, scrittore, aeronauta e fotografo francese. I suoi genitori erano di Lione. Suo padre, Victor Tournachon, iniziò la sua attività di editore a Lione. Dopo il trasferimento della famiglia a Parigi, il giovane Felix ha frequentato varie scuole parigine, tra cui il Bourbon College. di seguito intraprese studi di medicina che abbandonò dopo la morte del padre. Alla metà del secolo XIX Parigi fu il teatro di una rivoluzione artistica e intellettuale di grande portata: non avrebbe potuto essere diversamente in questa città dove pittori, musicisti e letterati erano animati da uno spirito innovatore continuo e dove l’evoluzione tecnologica progrediva di pari passo con il radicalismo politico nel tentativo di cambiare l’assetto sociale.

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Gaspard Felix Tournashon, alias Nadar, 1865

Felix collabora con la fondazione di Polydore Millaud per un giornale giudiziario, L’Audience, e frequenta la gioventù artistica resa popolare dal romanzo di Murger: Scene della vita bohémien. Nel 1839, anno che vide i natali della fotografia, il diciannovenne Félix Tournachon intraprese la sua prima esperienza professionale, il giornalismo, e ben presto divenne amico di quegli artisti bohémiens che diventarono poi i soggetti dei suoi ritratti. Cominciò a frequentare Gérard de Nerval, Charles Baudelaire e Théodore de Banville.

I suoi amici artisti lo soprannominarono Tournadar a causa di un’abitudine diffusa nella gioventù ribelle intorno al 1840, che aggiungeva alla fine di alcune parole il finale “dar”. Intorno al 1838 l’abbreviazione di questo nome di battaglia sarà trasformato in quello dello pseudonimo di Nadar. La vita era molto dura e continuava ad usare vari espedienti; scriveva romanzi, disegnava caricature.

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Con l’aiuto finanziario di un amico, iniziò l’avventura della creazione di una prestigiosa rivista, Il libro d’oro, dove era direttore. Attraverso le sue amicizie si assicurò la collaborazione di personalità famose, tra cui Honoré de Balzac, Alexandre Dumas, Theophile Gautier, Gerard de Nerval, Gavarni e Daumier.

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Alexandre Dumas, 1865

L’avventura da editore è durata poco, obbligata a fermarsi dopo la pubblicazione del terzo numero. Dopo questo fallimento, Felix tornò alla gazzetta come caricaturista, continuando a pubblicare notizie e articoli satirici. Alla vigilia della rivoluzione del 1848 ottenne la consacrazione con il suo primo disegno pubblicato sul quotidiano Le Charivari. A causa della sua inguaribile indole idealista e romantica Nadar fu sempre pronto ad appoggiare anche le cause più disperate: il 30 marzo 1948 abbandonò una carriera promettente per entrare a fare parte, insieme al suo fratellastro, della Legione Polacca. Utilizzando sul suo passaporto il nome di Nadarsky, si arruolò nel gruppo di esuli polacchi che aspiravano a liberare la loro patria dalla dominazione straniera. Ma questo esercito di 500 uomini fu subito fermato, non appena varcò il confine con la Germania. Venne fatto prigioniero e rinchiuso in una miniera, quindi rifiutò il libero rimpatrio e tornò a piedi a Parigi dopo una settimana di lavori forzati. Subito dopo il suo ritorno, fu assunto come agente segreto dall’editore Jules Hetzel, all’epoca capo del gabinetto del Ministro degli affari esteri del governo provvisorio. La sua missione era di conoscere i possibili movimenti delle truppe russe sul confine prussiano. Ritornato a Parigi, riprese le sue attività di caricaturista collaborando con piccoli giornali, la sua fama iniziò a crescere gradualmente. Dal 1851, collaborò ad un importante progetto con il Museum of Contemporary Glories, per il quale, con l’aiuto di numerosi collaboratori, incontrò i grandi uomini del campo della musica, della narrativa, della poesia, della pittura, ecc., del momento per disegnare la loro caricatura. L’insieme di questo lavoro riguardava più di trecento grandi uomini del tempo, con un totale di oltre 1.000 vignette disegnate, costituisce una raccolta che gli porterà notorietà, sotto il nome di Pantheon Nadar. Fu in tale occasione che, utilizzando i ritratti fotografici di questi personaggi, Nadar si occupò per la prima volta di fotografia.

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Franz Liszt, 1886

All’inizio si limitò ad attrezzare uno studio fotografico per il fratellastro Adrien, ma dopo qualche mese, affascinato da questo nuovo procedimento, cominciò a studiare lui stesso le varie tecniche e nel 1853, animato dal suo solito entusiasmo, si dedicò infine completamente a questa nuova esperienza: era la seconda volta che cambiava mestiere. Nel 1853 quando, già famoso come giornalista e caricaturista, iniziò la carriera fotografica, quest’arte era ancora lontana dal successo che avrebbe poi riscosso: lo stesso Baudelaire, pur essendo amico intimo di Nadar e avendo anche posato per lui, la riteneva una forma d’espressione insignificante, come del resto la maggior parte degli intellettuali e artisti che pure si riunivano nello studio del fotografo. La sua nuova attività le consentì di trasferirsi in un attico in rue Saint-Lazare 113, dove poteva avere un giardino che godeva di luce naturale. È in questo giardino che realizzò i suoi capolavori, pur continuando il lavoro dei ritratti caricaturali, sperimentò la fotografia. Divenne presto padrone della tecnica fotografica producendo lavori di qualità.

L’11 settembre 1854 si sposò a Parigi con Ernestine Constance Lefèbvre, una giovane donna di una ricca famiglia protestante. Nonostante il matrimonio, continuava a offrire ospitalità ai suoi numerosi amici bohémien, come ai vecchi tempi. Nel 1854 pubblicò una serie di ritratti fotografici di artisti contemporanei, tra cui Daniel Auber, Michael Bakunin, Théodore de Banville, Charles Baudelaire, Hector Berlioz, Sarah Bernhardt, Jean Baptiste Camille Corot, Gustave Courbet, Gustave Doré, Alexandre Dumas, Jules Favre, Loie Fuller, Victor Hugo, Zadok Kahn, Charles Le Roux, Franz Liszt, Edouard Manet, Guy de Maupassant, Gerard de Nerval, Jacques Offenbach, i fratelli Elie Reclus e Élisée Reclus, Gioachino Rossini, George Sand, Hector Sastres, Jules Verne, Richard Wagner e Gustav Bourdin.

Quello che fino a tale frangente era stato solo uno pseudonimo diventò così un marchio di fabbrica che Félix consideròda allora sua proprietà personale ed esclusiva. Infatti, quando il fratello Adrien volle firmare pure lui le sue opere col nome di ‘Nadar’, Félix lo citò in tribunale e il giudizio della Corte Imperiale di Parigi gli restituì la proprietà esclusiva di questo pseudonimo nel 1857, con il quale firmò i suoi scritti e che utilizzò per le opere prodotte dal suo laboratorio fotografico gestito da suo figlio Paul. Nadar è stato anche un prolifico scrittore di generi diversi come il romanzo, la storia, poemi in prosa e altro ancora.

Nadar desiderava portare la fotocamera fuori e in viaggio facilmente, esattamente come faceva il pittore faceva con il cavalletto. Grazie alla collaborazione dei fratelli Louis, Jules ed Eugène Godard, esperti di aeronautica , realizzò la prima fotografia aerea vicino a Parigi nel 1858, con un pallone aereostatico a 80 metri d’altezza sopra Petit-Bicêtre (ora Petit-Clamart). La collaborazione tra Nadar e i fratelli Godard durò fino al 1863, con la costruzione del pallone “The Giant”.

 

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Illustrazione di Honoré_Daumier : Nadar innalza la fotografia al culmine dell’arte

Honoré Daumier nella sua litografia pubblicata sul giornale Le Boulevard il 25 maggio 1863, rappresentò Nadar che operava con difficoltà durante una salita aerea, descritta con la frase premonitoria: Nadar innalza la fotografia al culmine dell’arte.

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Nadar Félix, Autoritratto in un aerostato

Le avventure di Nadar ispirarono Jules Verne nella stesura del suo romanzo “Cinque settimane in pallone” scritto nel 1862. Inoltre Verne ha chiamato Ardan, anagramma di Nadar, uno degli eroi dei suoi romanzi “Dalla Terra alla Luna”, 1865.

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Jules Verne

Jules Verne descrive Nadar come segue:

“È un uomo di 42 anni, alto, ma già un po ‘curvo, come le cariatidi che reggono i balconi sulle spalle. La sua testa forte, la testa di un leone, a volte scuoteva i capelli infuocati, cosa che li rendeva una vera criniera. Un volto breve, fronte ampia, decorata con irti baffi come quelli di un gatto, un occhio miope, questa fisionomia è completamente quella di un felino.”

Nel 1860, privo di spazio per il suo lavoro, Nadar si trasferì da rue Saint-Lazare a boulevard des Capucines, installando sul frontone del suo palazzo un enorme cartello, disegnato da Antoine Lumière e illuminato a gas: probabilmente una delle prime insegne luminose. Sperimenta l’illuminazione con polvere di magnesio, che è più facile da bruciare, ma molto pericoloso perché infiammabile e produce fumo. Inoltre, il flash viene attivato manualmente, e non sempre funziona al momento giusto (troppo presto o troppo tardi). Nadar prova quindi una nuova esperienza che descrive nel suo libro “Quando ero un fotografo”. Ha fatto una dimostrazione per il quotidiano La Presse Scientifique e ha depositato il brevetto di fotografia in luce artificiale nel febbraio 1861. Nadar era consapevole della portata della sua invenzione. D’ora in poi, è possibile rivelare al pubblico il mondo sotterraneo. Lo dimostra affrontando un nuovo progetto: la fotografia degli scantinati di Parigi, vale a dire le catacombe e le fogne.

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Un carretto con un macabro carico di teschi e di tibie viene trascinato da un manichino attraverso lugubri passaggi sotterranei: una fotografia, questa, che ha richiesto ben diciotto minuti di esposizione, che Nadar realizzò nel 1861, ambientandole nelle antiche catacombe di Parigi scoperte proprio in quel periodo dagli operai durante dei lavori di manutenzione delle fogne. Furono le prime fotografie realizzate sfruttando unicamente l’illuminazione elettrica, fornita da una pila Bunsen di 50 elementi, e quando furono pubblicate, a Parigi e a Londra, suscitarono scalpore.

Nel 1863, fondò la Air Navigation Encouragement Society con mezzi più pesanti dell’aria. Aveva costruito un enorme pallone, “The Giant”, alto 40 metri e che conteneva 6000 metri cubi di gas, organizzando anche voli pubblici che servivano a raccogliere sufficienti finanze per il lavoro della Società. Il 4 ottobre, il primo volo del Giant si svolse a Parigi con 13 persone a bordo tra cui Jules Verne, ma anche diversi ospiti. La mongolfiera perdeva rapidamente quota e atterrava a Meaux, a meno di 100 chilometri da Parigi.

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Seconda ascensione del Giant, Champ de Mars, Parigi, 18 octobre 1863

Nadar ricominciò l’esperimento il 18 ottobre con sua moglie, nelle vicinanze di Hannover, la mongolfiera atterrò duramente. La storia di questa catastrofe di Nadar venne pubblicata dalla stampa in tutta Europa. Altri voli avranno luogo senza il successo pubblico previsto. Nadar devrà fermare l’avventura del Giant per mancanza di soldi. Nel 1867, Nadar fondò con altri appassionati come lui, la rivista L’aeronaute. Nel 1870-1871, durante l’assedio di Parigi da parte dei tedeschi, lui era da solo su di un pallone aereostatico della “Balloon Company” di Camille Legrand. L’obiettivo era la costruzione di palloni areostatici militari per renderli disponibili al governo. Avevano allestito un campo sulla Place Saint-Pierre, ai piedi della collina di Montmartre, dove era nato il quartier generale della posta aerea. Le mongolfiere avevano il permesso di monitorare il nemico, di elaborare registri cartografici e anche di inviare posta. Nadar battezzò i suoi palloni aereostatici con i nomi di: George Sand, Armand Barbès e Louis Blanc. È a bordo dell’Armand-Barbès, Léon Gambetta, ministro degli Interni, lasciò Parigi il 7 ottobre 1870 per andare a Tours per organizzare la resistenza al nemico. Saranno costruiti in totale 66 palloni, che tra 23 settembre 1870 e il 28 gennaio 1871 trasporteranno 11 tonnellate di posta, 2,5 milioni di lettere. Cinque dei palloncini furono catturati dal nemico. Questa prima serie di velivoli segna la nascita ufficiale dell’industria aeronautica. Due “fabbriche” sono stati installati nelle stazioni ferroviarie requisite: i fratelli Godard nella Stazione Lione e Dartois Yon nella stazione del Nord. Ma il governo si allontanò da Nadar, considerato il metodo troppo “rivoluzionario”, e preferendo finanziare altre compagnie.

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Studio di Nadar – 35 Boulevard des Capucines, Paris, 1855

Nell’aprile del 1874, con chiara intenzione provocatoria nei riguardi dell’opinione corrente, offrì il suo studio per una mostra, allora rivoluzionaria, dei pittori che poi furono detti impressionisti. L’evento è stato spesso attribuito all’organizzazione di Nadar, ma in effetti aveva solo affittato il suo vecchio studio.

Dopo l’avventura con i palloni aereostatici Nadar si ritrova completamente rovinato finanziariamente e ricomincia a fare il fotografo, solo per ottenere principalmente lavoro per il suo sostentamento. Nel 1886, accompagnò suo figlio Paul Tournachon a condurre un’intervista con il chimico Eugene Chevreul, illustrata da fotografie.

Questa doppia opera, pubblicata il 5 settembre, può certamente essere considerata come il primo reportage fotografico prodotto contemporaneamente all’intervista giornalistica. Nel 1887, si trasferì nella casa padronale dell’Ermitage di Senart Forest dove accolse i suoi amici bisognosi, fino al 1894.

Nello stesso con sua moglie ammalata si trasferì nel sud della Francia, a Marsiglia, Nadar tenta di nuovo la fortuna all’età di 77 anni, dove fonda un workshop fotografico. Nadar, “decano dei fotografi francesi” diventa una vera gloria nella regione di Marsiglia e fa amicizia con lo scrittore Frédéric Mistral.

A quel tempo, Nadar era interessato alla photostérie inventata da Lernac, che dava un’immagine fotografica in rilievo che ricordava la scultura. Anche in questa occasione si rivelò audace, rendendo questa nuova invenzione industrialmente pratica e favorendone la diffusione.

Nel 1900, Nadar trionfò all’esposizione universale di Parigi, con una retrospettiva del suo lavoro, organizzata da suo figlio Paul.

Tornò nel 1904 a Parigi, dove morì il 20 marzo 1910, pochi giorni prima del suo novantesimo compleanno. È sepolto nel cimitero di Pere Lachaise.

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I ritratti di Nadar sono in genere figure a mezzo busto e di tre quarti, su sfondo solitamente scuro e non presentano ritocchi o manipolazioni di alcun tipo. Egli era solito dire che le nozioni per fare della fotografia si potevano imparare in una giornata, mentre non era assolutamente possibile imparare «il significato della luce, il gusto artistico per gli effetti che si possono ottenere variandone l’intensità e studiandone le combinazioni». Questa affermazione avrebbe certamente incontrato l’assenso dei suoi amici pittori.

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Cleo de Merode, danzatrice dell’Opera di Parigi, 1894

 

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Sarah_Bernhardt_attrice, 1864

Esiste però una precisa relazione tra Nadar e i suoi soggetti, un legame tutto particolare che si rispecchia nei ritratti: è ciò che egli chiama «l’aggancio spirituale con il soggetto, quella capacità di comprendersi a vicenda che ti pone in contatto con l’altro». È facile, quindi, notare come i suoi ritratti siano in netto contrasto con quelli, per esempio, di Julia Margaret Cameron, un’inglese sua contemporanea, caratterizzati al contrario da un’atmosfera evasiva e fantastica.



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