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Fotocamere di grande formato



Le fotocamere di grande formato sono gli apparecchi fotografici che utilizzano pellicole di dimensioni del negativo superiore a 6 x 6 cm (medio formato) e 6 x 7 cm (definito “formato ideale”); comprendono quindi i formati 6 x 9 cm, 9 x 12 cm, 13 x 18 cm, 18 x 24 cm e così via. Rispetto a tutti gli altri tipi di apparecchi fotografici, caratterizzati dalla rigidità meccanica delle singole parti, quelli di grande formato sono di solito costruiti con gli elementi fondamentali maggiormente movibili (dorso e piastra portaobiettivo decentrabili o inclinabili), in modo da consentire al fotografo il completo controllo prospettico e compositivo della ripresa.

Fotocamera-grande-formato-Banco-Ottico
Banco Ottico

Mentre le regolazioni tipiche dei normali apparecchi fotografici riguardano unicamente la messa a fuoco e la regolazione dell’esposizione, cioè dei valori del tempo di otturazione e apertura del diaframma, le regolazioni meccaniche degli apparecchi di grande formato sono molto più complesse. Riguardano la possibilità di avvicinare e allontanare senza alcun limite i due piani principali (piano obiettivo e piano pellicola) per messe a fuoco estremamente estese (si può arrivare fino a valori inferiori alla ripresa 1:1); la possibilità di decentrare, in orizzontale come in verticale, un piano rispetto all’altro; la possibilità di inclinare (“basculare”: terminologia tecnica solitamente usata) tra loro gli stessi due piani.

Tutte queste differenti regolazioni, dette movimenti dell’apparecchio, permettono un completo controllo dell’immagine (specie sotto il profilo della prospettiva e della profondità di campo) già all’atto della ripresa. Le tecniche, riguardanti l’esatta messa a punto dei movimenti singoli o combinati, prevedono un impegno da parte del fotografo ben superiore a quello solitamente richiesto dalla fotografia con apparecchi di formato inferiore. Non va poi trascurato che l’apparecchio di grande formato, di qualsiasi formato sia e in proporzione relativa ai fotogrammi che consente di ottenere, ha sempre dimensioni cospicue; tali da costringere di norma (con poche eccezioni) all’uso di un treppiede o, comunque, di un solido stativo. Ne consegue che i campi di applicazione degli apparecchi di grande formato sono quelli in cui il soggetto è statico, fatta salva naturalmente l’eccezione di fotocamere appositamente studiate per essere particolarmente portatili (folding) e utilizzabili “a mano”.

Fotocamera-grande-formato-folding
Fotocamera Folding

Riferendosi al passato, merita di essere ricordato il fatto che ancora alla fine degli anni cinquanta (e soprattutto presso i reporter statunitensi) erano usate per servizi di cronaca anche fotocamere 9 x 12 cm, capaci di determinati movimenti (seppur relativamente contenuti: si limitavano a piccoli decentramenti e basculaggi). Leggere e con salda impugnatura, queste macchine fotografiche potevano essere tenute a mano e utilizzate con relativa semplicità e comodità. Ma si tratta di un caso molto particolare. Le pellicole. Come per gli apparecchi fotografici usuali, anche per il grande formato esistono pellicole adatte a ogni esigenza di ripresa: bianco e nero, negativo a colori, invertibile (diapositive) a colori. Se l’apparecchio arriva fino al 6 x 9 cm può utilizzare i rullini tipo 120 o 220 (di solito grazie a magazzini porta pellicola che si fissano al dorso posteriore) oppure è concepito per impiegare, grazie a un apposito adattatore, pellicole piane singole, del formato 6 x 9 cm.

Se invece l’apparecchio è di formato superiore, normalmente può utilizzare solo pellicole piane singole; in alcuni casi è corredabile di dispositivi di riduzione, che permettono l’impiego di formati minori, pellicole in rullo (120) o pellicole speciali (per esempio a sviluppo istantaneo). Sul mercato si trovano apparecchi di formati molto diversi, per esempio: 9×12 cm – 13 x 18 cm o 18 x 24 cm (la doppia classificazione indica le misure in centimetri e in pollici). Per onor di cronaca vale citare che i formati maggiormente diffusi negli Stati Uniti sono il 9 x 12 cm e il doppio, 20 x 25. La tendenza verso il 9 x 12 è stata seguita anche nei paesi europei. In Europa ha conosciuto una certa diffusione anche il formato 13 x 18 cm, preferito all’analogo 13 x 18 cm, ritenuto sempre meno interessante e funzionale. Nei paesi asiatici (Giappone e Cina) in passato ha avuto una discreta diffusione un formato che non ha corrispondente nel resto del mondo: si tratta del 15 x 20 cm. Comunque sia, la scelta del formato della pellicola dipende unicamente dalla situazione del mercato e dalle necessità concrete del cliente del fotografo.

L’uso delle fotocamere di grande formato non è limitato al solo utilizzo delle pellicole, ma può essere adeguato alla fotografia digitale tramite la disponibilità di grandi dorsi digitali idonei. che possono renderle super tecnologiche.

Apparecchio di grande formato ripiegabile (o folding).

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Linhof Master Technika classic folding

Apparecchio di grande formato confrontabile ripiegabile. A riposo il frontale protegge l’apparecchio stesso, che si presenta come una cassetta,, mentre nell’uso il frontale, che porta le guide di scorrimento, regola i movimenti del piano anteriore porta-obiettivo. Molto diffusa fino alla metà degli anni sessanta, questa versione di apparecchi di grande formato è andata via via calando d’interesse, fino a raggiungere le attuali posizioni minime sul mercato. È stato, questo, un andamento commerciale che ha seguito appieno quello che è stato il movimento di mercato creato dalle nuove tecnologie costruttive e dalle rinnovate esigenze dei fotografi. Infatti, se un tempo l’apparecchio ripiegabile era molto comodo, perché facilmente trasportabile, oggi questa caratteristica (fondamentale) è alla portata anche degli apparecchi di grande formato a banco ottico. Inoltre va anche tenuto presente che gli apparecchi ripiegabili, che hanno i movimenti meccanici più limitati di quelli dell’apparecchio a banco ottico, venivano spesso usati semplicemente perché consentivano di esporre un grande formato, più che per le prerogative e le caratteristiche operative proprie del sistema. Quindi l’evoluzione chimica, che ha portato a emulsioni fotografiche di migliore struttura e di più elevata qualità, ha spostato l’interesse dei fotografi (per i campi di impiego dove non sono necessari i movimenti meccanici) verso apparecchi reflex di medio formato (6 x 6 cm o 6 x 7 cm). L’apparecchio di grande formato ripiegabile veniva realizzato un tempo per tutti i formati, fino al 18 x 24 cm/8 x l0”. Oggi, se si escludono piccolissime serie quasi artigianali, dunque di portata alquanto limitata, è quasi esclusivamente 6 x 7 cm o 6 x 9 cm; sempre più rari sono i 9 x12 cm/4 x 5”, i 13 x 18 cm/5 x 7” o, autentiche rarità, i 18 x 24 cm/8 x 10”. I principali limiti di questo sistema sono da ricercarsi nei limitati valori di movimento meccanico, nelle rigidità del sistema che non può essere ampliato con accessori che facilitano la ripresa e nei limiti ottici propri, che non consentono di impiegare obiettivi supergrandangolari o lunghi tele, o che, comunque, limitano l’uso degli obiettivi di corta e lunga focale. L’unica caratteristica propria che il sistema può ancora vantare è quella dell’ingombro limitato e della facile trasportabilità. Infatti, una volta chiuso, l’apparecchio di grande formato ripiegabile ha dimensioni che non superano quelle di una valigetta standard. Presenta però un ultimo, ulteriore limite. Le camme di trasmissione dei movimenti, troppo usurate dalla continua e continuata apertura e chiusura, possono creare problemi e compromettere il necessario e auspicabile parallelismo tra piano porta obiettivo e piano focale. Strutturalmente molto delicati (a meno di non sacrificare la trasportabilità con pesi eccessivi per l’utilizzo di materiali costruttivi molto sicuri), gli apparecchi di grande formato ripiegabili lo sono ancor di più quando regolano la messa a fuoco con telemetro accoppiato all’obiettivo di ripresa. Mancando tale sistema ottico, che in verità è proprio di ben pochi apparecchi, la messa a fuoco si effettua sul vetro smerigliato, su cui viene anche regolata l’inquadratura.

Apparecchio di grande formato a banco ottico

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Banco ottico Linhof Technikardan S

Costituito da due standarte che scorrono su una monorotaia (o “banco ottico”: da qui la classificazione), l’apparecchio di grande formato a banco ottico c in grado di offrire al fotografo la massima versatilità di ripresa. Innanzi tutto ogni piano principale, anteriore porta-obiettivo o posteriore porta-pellicola, è completamente indipendente e raggiunge, con semplicità e comunque, valori di movimento molto elevati. In secondo luogo, l’apparecchio di grande formato a banco ottico rappresenta sempre l’unità base di un sistema (modulare) più o meno ricco di accessori che facilitano la ripresa fotografica e che rendono possibile l’uso dell’apparecchio in ogni particolare situazione di ripresa. Accennando semplicemente agli accessori principali, il banco ottico a monorotaia può sempre essere allungato per consentire qualunque distanza tra piano porta-obiettivo e piano focale: in questo modo la messa a fuoco è effettuabile da qualunque punto (fino al piano immediatamente antecedente la lente frontale dell’obiettivo di ripresa) e non sussiste il minimo problema o limite nell’impiego delle lunghe focali. Sempre per una massima versatilità ottica e meccanica dell’apparecchio, è possibile adottare anche un soffietto soffice, che va montato al posto di quello standard pieghettato. Particolarmente adatto per l’uso in combinazione agli obiettivi di corta focale, il soffietto soffice garantisce, grazie alla maggiore flessibilità, ogni valore meccanico di decentramento e di basculaggio, anche nel momento in cui i piani principali si trovano in posizione estremamente ravvicinata. Quando si parla di sistema modulare si intende, quindi, la possibilità di fruire di accessori che consentono all’apparecchio di sfruttare ogni sua prerogativa, in qualunque condizione di ripresa. Con tutto ciò l’apparecchio di grande formato a banco ottico è un sistema fotografico in grado di modificarsi per far fronte a ogni esigenza anche particolare. Come nella versione ripiegabile, la messa a fuoco e il controllo dell’inquadratura vengono effettuati sul vetro smerigliato (perfezionato magari con l’adozione di lente di Fresnel a tutto campo) sistemato al dorso posteriore, nell’esatto piano focale. Nell’apparecchio fotografico di grande formato a banco ottico non esiste alcun limite, né ottico né meccanico, per il corretto sfruttamento di ogni movimento di decentramento e di basculaggio. Inoltre, caratteristica che nasce dalla modularità compositiva del sistema, questo tipo di apparecchio può anche passare ai formati di ripresa superiori: questo avviene semplicemente cambiando il blocco relativo al dorso macchina, cioè il dorso porta pellicola.

Linhof-Master-Technika-dorso-digitale
Linhof Master Technika dorso digitale

Un completo sistema di adattamento per interfacciare i dorsi digitali professionali Hasselblad, Phase One, Leaf, Mamiya etc. alle fotocamere Silvestri, Zenza Bronica, Mamiya e ai banchi ottici: Linhof, Sinar, Arca, Toyo, Cambo etc., sono prodotti dall’azienda italiana Silvestri.



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