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I calotipi di Charles Nègre



Charles Nègre nacque a Grasse (nella Francia meridionale, vicino a Nizza) nel 1820. figlio di un pasticcere, fin da giovanissimo si sentì attratto dalla pittura e a soli 19 anni si recò a Parigi, dove seguì l’iter tradizionale di tutti gli aspiranti pittori e fu allievo di un celebre maestro di quei tempi, Paul Delaroche (1797-1856), che ebbe tra i suoi allievi anche alcuni tra i più brillanti fotografi del XIX secolo.

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Autoritratto-Charles Négre

Nel 1884 Nègre assisté a una dimostrazione del dagherrotipo e se ne entusiamò tanto che cominciò a realizzare immagini con esso. Quando poi, nel 1847, Louis Desiré Blanquart perfezionò il processo base di Fox Talbot, Nègre si dedicò al calotipo. Come aveva già fatto lo scozzese Hill, Nègre cominciò considerando i calotipi come studi per i soggetti di quadri che intendeva dipingere: monelli, suonatori di organetto, scene di mercato…Ma presto scoprì che le qualità intrinseche del calotipo (ottima resa dei giochi di luci e ombre, ampia gamma tonale, buon contrasto) lo rendevano un mezzo espressivo particolarmente valido. Applicò ai suoi negativi su carta un efficace sistema di ritocco a matita che gli consentì di mascherare certi difetti e di accentuare i contrasti per migliorare l’immagine finale.

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Ritratto di donna -Charles-Négre-1860

Il critico Francis Wey paragonò alcune immagini di Négre, dal punto di vista della potenza grafica, alle opere di Murillo e di Rembrandt: fu questa la prima ammissione, da parte di un critico d’arte, che la fotografia poteva essere considerata anch’essa un’arte e paragonata alla pittura o al disegno. Dal 1851 Négre cominciò a interessarsi alla vita della gente nelle strade, utilizzando obiettivi che gli consentivano di scattare immagini che, allora, potevano essere considerate delle instantanee e questo nuovo interesse lo indusse a preoccuparsi non tanto degli effetti di luci e ombre, quanto, soprattutto, della notevole ricchezza di dettagli che il calotipo poteva dare. Cominciò così a lavorare a un vasto progetto di riproduzione fotografica di tutti i monumenti di Parigi, che lo occupò per quattro anni.

Nel 1852 fu nominato professore di disegno alla Scuola superiore di commercio di Parigi, ma ciò nonostante trascurò sempre più la pittura per la fotografia e tornò a Grasse per fotografare i paesaggi e i monumenti della sua terra. Fermamente convinto che la fotografia poteva portare un notevole contributo alla conservazione del patrimonio culturale, storico e artistico, nel 1858 propose a Luigi Napoleone III la realizzazione di un cenimento fotografico completo dei monumenti più importanti nella storia della civiltà francese. Questo progetto che, troppo ambizioso per quell’epoca, fu respinto, mette in chiara evidenza la fiducia che Négre riponeva nella fotografia, che pure si poteva ben dire appena nata e non ancora del tutto accettata negli ambienti artistici. Di salute cagionevole, Négre decise infine di andare a vivere nel sud della Francia e si stabilì a Nizza dal 1863 al 1880. Professore di disegno al locale Liceo Imperiale, e dove aprì un atelier al nº3 di rue Chauvain.

Nei dieci anni che aveva consacrato al calotipo Négre si affermò come uno dei fotografi più originali e dotati: confrontando il suo lavoro con quello della maggior parte dei suoi contemporanei, le sue fotografie meravigliano ancora oggi per la loro modernità e la ricchezza espressiva.

E, cosa anche più importante, egli dimostrò che la fotografia architettonica poteva essere considerata non solo opera documentaria, ma poteva servire anche come punto di partenza per un’opera artistica e creativa. Fino alla morte realizzò, con l’intento di creare una documentazione veramente sistematica, una lunga serie di fotografie che vanno da Saint-Raphaël a Mentone. Ma fu nelle scene di genere, dedicate alla vita quotidiana della strada, che Nègre espresse il massimo del suo talento.

Morì nel 1880 nella sua città natale a 60 anni, dimenticato da tutti, e verrà riscoperto solo nel 1936, in occasione delle grandi esposizioni fotografiche organizzate a Parigi e a New York. Suo nipote, Joseph Négre, tenterà tutta la vita di promuovere l’opera del suo grande zio, e nel 1991 ha pubblicato il libro “La Rivière de Charles Négre”, che contiene le riproduzioni di numerosi clichés di Charles Négre della Costa Azzurra e del suo entroterra.

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