The Shit Man – Augusto Pinochet

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Description

Augusto José Ramón Pinochet Ugarte, (Valparaíso, 25 novembre 1915 – Santiago del Cile, 10 dicembre 2006), è stato un generale e politico cileno, che, a seguito del golpe cileno del 1973, governò il suo paese come dittatore dall’11 settembre 1973 all’11 marzo 1990, rendendosi responsabile di crimini contro l’umanità.

Con un colpo di Stato militare si autonominò presidente e, durante la sua dittatura militare, venne attuata una forte repressione dell’opposizione, ritenuta da alcuni un vero sterminio di massa, con l’uccisione di un numero tra 1.200 e 3.200 oppositori, tra 80.000 e 600.000 internati, esiliati o arrestati in maniera arbitraria e tra 30.000 e 130.000 torturati e vittime di violenza. La Commissione Rettig e altre commissioni, istituite dopo la dittatura, contarono ufficialmente 3508 morti – 2.298 assassinati o giustiziati, 1.210 sparizioni forzate, oltre a 28.259 vittime di tortura e prigionieri politici, nei circa 17 anni di potere di Pinochet, ma in particolare durante il primo decennio. Taluni autori hanno aumentato il numero delle vittime a 17.000 (15.000 morti e 2000 scomparsi), altri di più ma la questione è ancora aperta.

Generale dell’esercito, di orientamento fortemente conservatore, guidò un governo considerato militarista e reazionario. Nonostante la definizione di simpatizzante o appartenente ai regimi fascisti, data da molti oppositori, l’esercizio del potere da parte di Pinochet è distante da tale orientamento poiché privo delle strutture corporative e sociali tipiche di quei regimi. Il reale orientamento politico del generale, al di là del suo governo di stampo conservatore e accanitamente anticomunista, è stato discusso: indubbia è l’ammirazione che Pinochet aveva nei confronti del generale Francisco Franco, dittatore spagnolo, anticomunista e filo-fascista.

Pinochet arrivò al potere a seguito del golpe del 1973, inizialmente sollecitato da parte del Parlamento: il colpo di Stato militare – appoggiato da Stati Uniti, nelle persone di Richard Nixon ed Henry Kissinger, in funzione anticomunista – e da esponenti di ceti elevati cileni, rovesciò il legittimo governo del Presidente socialista Salvador Allende, il quale perse la vita nel golpe. Pinochet attuò una politica economica fortemente liberista, con l’assistenza di un gruppo di giovani economisti cileni, guidati da José Piñera, detti Chicago boys, poiché formati a Chicago da Milton Friedman. Secondo Friedman questa politica provocò una grande crescita economica che egli stesso battezzò il “miracolo del Cile”, mentre secondo altre ricostruzioni la crescita fu dovuta a un cambio di rotta di Pinochet, il quale in seguito a un crollo finanziario decise di allontanare quasi tutti i Chicago boys dal governo e nazionalizzare numerose aziende straniere.

Spinto dalle pressioni estere a una consultazione elettorale regolare, un referendum nel 1988 mise fine alla dittatura e lo costrinse ad avviare la transizione, reintroducendo la democrazia con libere elezioni nel 1989. Lasciò ufficialmente il potere solo nel 1990, rimanendo però capo delle forze armate fino al 1998. Divenne poi senatore a vita, godendo dell’immunità parlamentare fino al 2002. Arrestato nel Regno Unito su mandato del governo spagnolo per la sparizione di cittadini iberici e accusato di crimini contro l’umanità, di corruzione ed evasione fiscale, non fu però mai condannato per motivi di salute: rientrò in Cile, dove riuscì ad evitare i processi e dove morì nel 2006. Il suo governo coincise con l’inizio della maggior parte delle sanguinose dittature militari in America meridionale, come quella della confinante Argentina, con cui Pinochet rischiò anche una guerra per contrasti di confine.
Il periodo del suo governo è noto nella storiografia del Cile come il Regime militare (“Régimen militar”).

Il regime di Pinochet è stato responsabile di vari abusi dei diritti umani durante il suo regno, tra cui sparizioni forzate , omicidi e torture di oppositori politici. Secondo un rapporto della commissione governativa che includeva testimonianze di oltre 30.000 persone, il governo di Pinochet ha ucciso almeno 3.197 persone e torturato circa 29.000. Due terzi dei casi elencati nel rapporto sono avvenuti nel 1973.
Il professor Clive Foss , nel suo libro “The Tyrants: 2500 anni di potere assoluto e corruzione” (Quercus Publishing 2006), ha stimato che 1.500-2.000 cileni siano stati uccisi o “scomparsi” durante il regime di Pinochet. Nell’ottobre del 1979, il New York Times riferì che Amnesty International aveva documentato la scomparsa di circa 1.500 cileni dal 1973. Tra gli uccisi e scomparsi durante il regime militare vi erano almeno 663 guerriglieri marxisti MIR . Il Fronte patriottico Manuel Rodríguez, tuttavia, ha dichiarato che solo 49 guerriglieri FPMR sono stati uccisi, ma centinaia sono stati detenuti e torturati. Secondo uno studio su Latin American Perspectives , almeno 200.000 cileni (circa il 2% della popolazione del Cile del 1973) furono costretti ad andare in esilio . Inoltre, centinaia di migliaia di persone hanno lasciato il paese in seguito alle crisi economiche seguite al colpo di stato militare durante gli anni ’70 e ’80. Alcuni degli individui chiave che fuggirono a causa della persecuzione politica furono seguiti nell’esilio dalla polizia segreta DINA , nel quadro dell’operazione Condor , che collegava le dittature militari sudamericane insieme contro gli oppositori politici.

Secondo Peter Kornbluh in The Pinochet File , “il sadismo di routine è stato portato agli estremi” nei campi di prigionia. Lo stupro delle donne era comune, compresa la tortura sessuale come l’inserimento di ratti nei genitali e “atti innaturali che coinvolgevano i cani”. I detenuti venivano forzatamente immersi in tini di urina e escrementi e occasionalmente venivano costretti ad ingerirlo. I battiti con i calci d’arma da fuoco, pugni e catene erano di routine; una tecnica nota come “il telefono” coinvolgeva il torturatore che sbatteva “le mani aperte con forza e ritmicamente contro le orecchie della vittima”, lasciando la persona sorda. A Villa Grimaldii prigionieri sono stati trascinati nel parcheggio e le ossa delle loro gambe venivano schiacciate sotto le ruote di camion in movimento. Alcuni sono morti per tortura; i prigionieri furono percossi con catene e lasciati morire dopo le ferite inferte. Dopo l’abuso e l’esecuzione, i cadaveri venivano sepolti in fosse segrete, gettati nei fiumi o nell’oceano, o semplicemente scaricati nelle strade urbane nella notte. Il corpo del famoso cantante cileno, regista teatrale e accademico Víctor Jara è stato trovato in un canale sporco “con le mani e il viso estremamente sfigurati” e con “quarantaquattro fori di proiettile”.

L’ omicidio degli oppositori politici avveniva tramite i “voli della morte”: nel 2001, il presidente cileno Ricardo Lagos informò la nazione che durante il regno di Pinochet, 120 corpi erano stati lanciati dagli elicotteri verso “l’oceano, i laghi e i fiumi del Cile”.

Papa Giovanni Paolo (canonizzato il 27 aprile 2014 da papa Francesco) visitò il Cile nell’aprile 1987 e incontrò Pinochet. A volere fortemente quel viaggio fu l’allora nunzio apostolico nel Paese sudamericano Angelo Sodano. Suscitarono polemiche l’affacciarsi del Papa al balcone del Palazzo della Moneda con il generale e la benedizione impartita, nel cortile interno dello stesso palazzo ai funzionari del governo. Il 18 febbraio del 1993, in occasione della ricorrenza delle sue nozze d’oro giunsero a Pinochet due lettere di auguri da parte del papa Wojtyła e del Segretario di Stato Angelo Sodano.


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